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Il 23 giugno 1983 i Laibach rilasciarono questa intervista al programma televisivo sloveno chiamato "TV Tednik". I quattro si presentarono in uniforme militare al cospetto del regista e conduttore Jure Pengov. Questa intervista è stata una delle principali ragioni per cui i Laibach furono duramente boicottati dalle istituzioni dell'epoca.
PENGOV: "Finora avete dimostrato le vostre idee, le vostre provocazioni ideologiche, scrivendo musica ed esibendovi nelle vostre rare apparizioni al pubblico. E' stato difficile decidere di venire in TV per informare il pubblico sul vostro modo di pensare?"
LAIBACH: "A parte il sistema educativo, la televisione ha un ruolo primario nella formazione di opinioni. E' un mezzo centralizzato, con un mittente ed un numero imprecisato di destinatari, ma una vera comunicazione fra questi due poli è di fatto impossibile. Essendo consci della capacità manipolative dei media, i Laibach intendono sfruttare il loro potere repressivo. In questo caso, lo schermo del televisore"
PENGOV: "Avete assunto il ruolo di nemici pubblici numero uno in un modo masochistico, dovuto ad un ideale di sacrificio, ma il numero dei vostri veri sostenitori, o almeno fans, è piuttosto discutibile. Nello specifico, cosa di preciso ha fatto suicidare uno dei vostri membri? E' stato il divario fra le idee e la sua alienazione dalla gente, dalla massa?"
LAIBACH: "L'arte è una missione nobile che richiede fanaticismo, e i Laibach sono un organismo che ha una vita, un significato e degli obiettivi più alti – nella loro potenza e durata – di quelli di ogni suo singolo componente"
PENGOV: "Qual è la vostra opinione della brillante idea di Edvard Kardelj [uno dei più stretti collaboratori politici di Tito] secondo cui né lo Stato, né il Sistema e neppure il Partito possono dare la felicità all'individuo, ma costui si crea da solo la sua fortuna?"
LAIBACH: "Né lo Stato, né il Partito, né Dio, né Satana; la felicità risiede nel rifiuto totale della propria identità di uomo, nella rinuncia ad ogni personale gusto, credo, giudizio. Risiede nella loro libera spersonalizzazione, nella capacità di fare sacrifici e di identificarsi in un sistema più grande e superiore, le masse, il collettivo, l'ideologia"
PENGOV: "Potete almeno dirci qualcosa su voi stessi? Chi siete, qual è il vostro lavoro, quanti anni avete, se siete tutti qui o se è solo una parte di voi?"
LAIBACH: "Siamo i figli dello spirito ed i fratelli della potenza, le cui promesse sono inappagate. Siamo gli spettri neri di questo mondo, cantiamo l'immagine folle della sventura. Siamo la Prima Generazione Televisiva"
PENGOV: "Se ho capito bene voi usate la TV per la vostra provocazione, d'accordo: e spero che questo spettacolo faccia reagire la gente e metta la parola fine, adesso, nel bel mezzo di Ljubljana, a queste pericolose idee e orribili azioni"
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