la prima considerazione che mi viene da fare rispetto alla manifestazione di sabato, è che i media hanno destinato quasi tutto lo spazio all'affaire fassino, e molto meno al fatto che anche un anno dopo l'inizio della guerra, più di un milione di persone si sono riversate nelle strade.
è un dato oggettivamente significativo, che dovrebbe far riflettere approfonditamente sulla scissione profonda che separa la gente dalla rappresentanza politica. evidentemente è un argomento troppo delicato per essere affrontato dai giornalisti, che preferiscono darsi al novella 2000 style e fare del bieco chiacchiericcio sulle lamentele del povero fassino.
la cosa più ridicola, a mio modo di vedere, è come tutti si accalchino a rigirare il dito nelle divisioni interne della sinistra.
innanzitutto non sono questioni interne a nessuno schieramento politico. sono questioni di principio, che fungono da spartiacque, ed attorno a cui gli schieramenti si costruiscono.
in questo momento la posizione sulla guerra non può non essere uno degli argomenti centrali del dibattito politico, sia tra i "rappresentanti", sia nella "società civile" (termini che si confermano giorno dopo giorno sempre più spogli di significato, ma che mi sforzo di usare per semplicità ).
la questione, tra l'altro, è del tutto lineare: o si sta da una parte, o si sta dall'altra. o si dice no a questa come a tutte le altre guerre che gli usa, o l'onu, o chi per essi, stanno combattendo nel mondo, o ci si arrovella in labirinti di distinzioni da cui è impossibile uscire conservando intatta la propria dignità politica e umana.
la posizione tenuta dalla maggior parte dei DS negli ultimi mesi, è del tutto inaccettabile, e denota tristemente la prevalenza dell'opportunità politica anche rispetto a temi profondi come quello della guerra.
il kosovo è una testimonianza anche troppo chiara di come i penosi dribbling dei ds siano del tutto fallimentari nella comprensione della situazione circostante, oltre che dolorosamente dannosi.
di quel milione di persone che stavano a roma, sicuramente molte si ricordano la posizione che i ds assunsero in merito alla guerra in jugoslavia, come sicuramente si ricordano il modo brillante in cui il governo di centro-sinistra gestì le manifestazioni di napoli.
queste non sono questioni secondarie, che si possono mettere da parte per costruire un fronte unitario. sono questioni nodali che denotano un'incompatibilità totale.
l'hanno capito perfino quelli della casa delle libertà , davvero fassino e rutelli non ci arrivano?
le divisioni nel cosiddetto "popolo della pace", differentemente da quanto dice fassino, non esistono. molto semplicemente, lui non ne ha mai fatto parte, nè in passato, nè ora.
purtroppo qualche lattina non è bastata a farglielo capire, come era facilmente prevedibile.
forse si poteva evitare di inscenare l'ennesimo teatrino, o forse è stata una buona occasione per sollevare le contraddizioni in cui il povero segretariuccio sta ormai affogando.
forse le iniziative dei disobbedienti a volte sono frutto del testosterone più che delle sinapsi neurali, questo è vero.
ma lo stesso ragionamento è ancora più valido se applicato ai servizi d'ordine della CGIL (chiunque ci abbia avuto a che fare lo sa bene).
CGIL che, nella figura del suo brillante segretario, non perde tempo a tracciare demarcazioni nette tra chi lancia le lattine in piazza e chi le prende sulla zucca, dimostrando in modo esemplare come nella politica italiana la forma sia molto più importante della sostanza.
evidentemente per epifani è irrilevante essere o meno contrari alla guerra, per far parte di questo etereo e indefinito fronte pacifista, ed è al contrario fondamentale rispettare l'abecedario della dialettica istituzionale. encomiabile, no?
un giorno, forse, verrà la pace sociale, e potremmo sfogare i nostri istinti organizzando degli eventi sportivi, in cui i disobbedienti, il servizio d'ordine della CGIL, la guardia padana, e via dicendo, potranno sfidarsi senza provocare questi infiniti e inutili strascichi polemici da quattro soldi.
P.S. - SONDAGGIONE
è più violento lanciare una lattina o accusare qualcuno di essere fascista e squadrista?
o, per chi preferisce l'acuto e intelligente stile giornalistico italico:
ma le lattine erano vuote o erano piene?
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