un contributo giunto dai meandri della teppa...
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Un giorno era il caso, poi arrivò la ragione... e poi, finalmente fu il kaos.
Un po' di riflessioni dal filone di pensiero,
"disorganizzazione programmatica"
all'inizio tutto era legato al caso:
le assemblee le riunioni, partecipi ascolti, guardi quelli che parlano e quelli che annuiscono.
fai un po' le cose a caso.
Non capivo bene quei discorsi di lotta, di clase, di guerra sociale.
però c'era chi parlava e chi annuiva, questo voleva dire che c'era chi sapeva e chi non sapeva..
era rassicurante.
però alla fine non mi sentivo troppo a mio agio nemmeo con chi annuiva, però facevo le cose, andavo nei posti, vedevo la gente, un po' a caso..
poi arrivò la ragione (porcodio). è già .
le prime scelte fatte coscentemente.
le prime convinzioni, le prime azioni, il collettivismo, gli amori libertari perchè il "possesso è sbagliato", il ragionamento sul "personale è politico e il politico è personale", i primi libri letti e presi ad esempio ("manuale delle giovani generazioni", "l'internazionale situazionista"...per citarne alcuni), l'identità che si frantuma, il metodo che rappresenta i contenuti, i progetti a lungo e breve termine, gli spezzoni in piazza, la scelta del non colore, i nemici in divisa (qualunque divisa), il sentirsi dentro un gruppo, poi divenuta comunità , chiaramente rizomatica, chiaramente tesa a realizzare i bi-sogni...
poi, fortunatamente, la morte, il male e sopratutto i barakus, si sono portati via questa fottuta stronza della ragione.
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